Norme per la pubblicazione

1. Le collaborazioni devono essere inviati all'indirizzo iusecc@pusc.it. Possono essere usati i principali software: LibreOffice o MS Office. I lavori presentati devono essere inediti e non essere stati mandati contemporaneamente ad altre riviste per la valutazione. Il Comitato editoriale potrà valutare l’opportunità di pubblicare testi non ancora stampati destinati agli atti di convegni. Di tale circostanza l’autore deve informare in una previa nota in calce. Le collaborazioni devono indicare la principale mansione accademica o professionale dell’autore e un indirizzo e-mail, che verrà pubblicato nell'articolo.

 

2. Peer review

I contributi ricevuti vengono sottoposti dal Comitato editoriale al giudizio dei blind referees. Entro tre mesi, verrà comunicato all'autore se il suo contributo è stato accettato per la pubblicazione e se sono stati ritenuti necessari alcuni cambiamenti. Nel caso di una risposta negativa, all'autore viene data una sintesi non firmata del giudizio dei referees. Il processo di valutazione degli articoli è sospeso nel mese di agosto.

I peer-reviewers dovranno valutare lo scritto sulla base dei seguenti parametri:

  1. pertinenza dello scritto al settore scientifico dello IUS 11 (disciplina giuridica del fenomeno religioso; diritto ecclesiastico; diritto canonico; storia e sistemi dei rapporti Stato/Chiesa; storia delle istituzioni religiose; diritto comparato delle religioni; diritto del pluralismo confessionale, ecc.: cfr. Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Decreto Ministeriale 7 giugno 2012 n. 76);
  2. conoscenza critica della dottrina e della giurisprudenza relativa;
  3. correttezza metodologica;
  4. chiarezza espositiva;
  5. originalità.

La valutazione dello scritto potrà portare ai seguenti risultati:

  1. pubblicabile puramente e semplicemente, salvo gli adeguamenti ai criteri redazionali della Rivista;
  2. pubblicabile dopo alcune correzioni (indicate);
  3. pubblicabile subordinatamente ad adeguata rielaborazione (se ne devono indicare motivatamente le ragioni);
  4. non pubblicabile.

 

3. Lunghezza

Le collaborazioni destinate alle sezioni “Dottrina” e “Note e commenti” non dovranno superare i 70 mila caratteri, inclusi abstracts, keywords, spazi e note a pie di pagina. Ogni contributo deve includere un abstract non superiore a 500 caratteri e tre o quattro keywords.  Abstract e keywords devono essere inclusi in inglese e nella lingua dell'articolo. Oltre all’abstract si deve preparare un sommario che rispecchi la suddivisione in paragrafi dello scritto.

Le note a sentenze o ad altri documenti e le note bibliografiche non dovranno superare i 45 mila caratteri.

Per le recensioni è previsto uno spazio inferiore ai 12 mila caratteri. Non devono avere note a piè di pagina. La presentazione del libro si fa come nelle citazioni (vedi 5), ma il nome proprio dell'autore va scritto per esteso. Esempio: Robert Louis Benson, The Bishop-Elect; a Study in Medieval Ecclesiastical Office, Princeton University Press, Princeton, N.J. 1968, p. xix + 440. Il nome del recensore si scrive alla fine.

4. L’autore potrà usare liberamente il testo dopo la sua pubblicazione citando Ius Ecclesiae come sede originale della pubblicazione. Una volta pubblicato il testo, l’autore riceverà un file PDF con l’estratto del suo contributo. Fabrizio Serra editore permette agli autori l’utilizzo del PDF della versione finale pubblicata di un loro articolo per l’auto-archiviazione (sul sito personale dell’autore) e/o per l’archiviazione in un archivio libero (su un server non-profit) gratuitamente dopo 18 mesi dalla pubblicazione. Deve essere citata la fonte della pubblicazione e deve essere attivato un link alla home page ufficiale dell’Editore. Per altri usi, vedi www.libraweb.net/openaccess.php.

 

5. Criteri metodologici (a cura degli autori)

Titoli e sottotitoli. I criteri di divisione devono essere uniformi, facendo ricorso ai numeri arabi (1, 1.1, 1.2, 2…).

Abbreviazioni e sigle. L’abbreviazione di “canone” sarà indicata sempre con la sigla can., quella di "canoni" con la sigla cann. Gli Acta Apostolicae Sedis verranno indicati con “AAS” e gli Acta Sanctae Sedis con “ASS”. Il Codice di diritto canonico sarà indicato con CIC (CIC 17 per il codice del 1917)  e quello orientale con CCEO. Si usano anche le seguenti abbreviazioni: p., pp., col., fol., lib., cap., tit., vol., t. [tomo], cfr. e vid. Per le altre abbreviazioni e sigle ogni autore dovrà indicarle nel testo.

 

Esempi di citazioni

Articolo: T. Lenherr, Der Begriff «executio» in der Summa decretorum des Huguccio, «Archiv für katholisches Kirchenrecht» 150 (1981), pp. 5–44, 361–420.

Libro di un unico autore: O. Condorelli, Clerici peregrini: aspetti giuridici della mobilità clericale nei secoli XII-XIV, Roma, Il cigno Galileo Galilei, 1995.
Quando si torna a citare la stessa opera di un autore: O. Condorelli, Clerici peregrini…, cit., p. 45.

Opere colletive: F. Roumy, – O. Condorelli – Y. Mausen – M. Schmoeckel (a cura di), Der Einfluss der Kanonistik auf die europäische Rechtskultur. 1: Zivil- und Zivilprozessrecht, Köln – Weimar – Wien, Böhlau 2009.

Paragrafo di libro: S. Kuttner, The Revival of Jurisprudence, in Renaissance and Renewal in the Twelfth Century, a cura di R. L. Benson, G. Constable, C. D. Lanham, Oxford, Clarendon Press, 1982, pp. 299–323.

J. Gaudemet, Équité et droit chez Gratien et les premiers décrétistes, in Idem, La formation du droit canonique médiéval, London, Variorum Reprints, 19802, pp. 269–291.

Voce di dizionario: J. Herranz, Codex Iuris Canonici (1983), in Diccionario general de Derecho canonico II, a cura di A. Viana Tomé, J. Otaduy Guerín, J. Sedano Rueda, Pamplona, Aranzadi, pp. 172–186.
A. M. Stickler, Jean de Faenza ou Joannes Faventinus, in Dictionnaire de Droit Canonique VI, Paris, Letouzey et Ané, 1957, p. 102.

Gli utenti di Zotero possono scaricare lo stile di Ius Ecclesiae:
https://www.zotero.org/styles/ius-ecclesiae

 

CODICE ETICO

1. Ius Ecclesiae è una rivista “double blind peer review”, nata nel 1989, come espressione della ricerca della Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università della Santa Croce. La Rivista, con la collaborazione di canonisti di svariati paesi del mondo, intende offrire un panorama internazionale dell’esperienza giuridica ecclesiale mediante la ricerca dottrinale, lo studio dell’attività giurisprudenziale e della prassi amministrativa e la presentazione e l’esame dei dati normativi, sia di diritto universale sia di diritto particolare.

2. Accettazione degli articoli

Spetta al Direttore, d’accordo con il Comitato di redazione, accettare o meno i contributi ricevuti per la pubblicazione sulla Rivista, dopo aver ricevuto gli opportuni pareri di due blind referees e, in caso affermativo, decidere su quale numero pubblicarlo.

La Rivista non accetta articoli precedentemente pubblicati.

I membri del Comitato di redazione non potranno usare il materiale inedito ricevuto nella Rivista senza il permesso dei corrispondenti autori.

La Rivista declina ogni responsabilità su eventuali conflitti derivanti dalla paternità dei contributi pubblicati.

I giudizi e le opinioni espresse nei contributi sono di responsabilità esclusiva degli autori e non sono da attribuire al Comitato di redazione.

3. Doveri degli autori

Come autore o autori di un contributo devono comparire unicamente chi ha effettivamente partecipato alla concezione intellettuale e realizzazione del testo.

Spetta agli autori ottenere gli opportuni permessi per la riproduzione di materiale (figure o testi) precedentemente pubblicato e citare opportunamente la sua provenienza. Le opere e le frasi di altri autori devono essere opportunamente parafrasate o letteralmente citate.

Qualora un autore riscontri errori rilevanti in un suo contributo, lo comunicherà tempestivamente al Direttore o al Segretario della Rivista e fornirà tutte le informazioni necessarie per indicare la doverosa correzione.

4. Peer review

Gli articoli e le note dottrinali vengono sottoposti dal Comitato di redazione al giudizio di due blind referees. Entro tre mesi, verrà comunicato all’autore se il suo contributo è stato accettato per la pubblicazione e se sono stati ritenuti necessari alcuni cambiamenti. Nel caso di una risposta negativa, all'autore viene data una sintesi non firmata del giudizio dei referees. In caso di discordanza di giudizio fra i due referees, spetta al Direttore, dopo aver sentito almeno un membro del Comitato di redazione, valutare se pubblicare il contributo.

In casi eccezionali il Direttore può assumere la responsabilità della pubblicazione di un articolo senza sottoporlo alla valutazione previa dei revisori, segnalando espressamente la circostanza e la motivazione in una nota nella prima pagina del contributo.

I revisori dovranno trattare il materiale ricevuto come documenti riservati.