Codice etico della rivista

 

1. Introduzione al Codice etico di Ius Ecclesiae

 Ius Ecclesiae (nel testo seguente anche “la rivista”) è una rivista “double-blind peer-review”, fondata nel 1989 come espressione della ricerca scientifica della Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università della Santa Croce. La rivista, in collaborazione con canonisti ed esperti in altre discipline connesse, offre uno sguardo internazionale ed interdisciplinare sull’esperienza giuridica ecclesiale tramite lo studio della dottrina, dell’attività giurisprudenziale, l’analisi della prassi amministrativa e la presentazione e l’esame dei dati normativi, esecutivi e arbitrali sia di diritto universale sia di diritto particolare. Inoltre, la rivista pubblica anche i risultati delle ricerche nel campo della teoria del diritto, filosofia del diritto e diritto ecclesiastico dello Stato.

A tutti i livelli della sua attività, la rivista promuove fortemente i principi etici fondamentali riguardanti la ricerca e la pubblicazione scientifica: 1. l’onestà intellettuale accademica e la trasparenza della ricerca scientifica, 2. l’alto standard della diligenza e della competenza (eccellenza) accademica nella ricerca e nella scrittura, 3. la correttezza e precisione nella determinazione della paternità d’autore e nel rispetto della proprietà intellettuale, 4. la responsabilità personale dell’autore per la ricerca, l’analisi dei dati e gli argomenti pubblicati, 5. collaborazione professionale e rispetto dei rispettivi ruoli tra la rivista e gli autori in tutte le fasi – preparatorie, valutative e quelle successive alla pubblicazione – riguardante i manoscritti consegnati per la pubblicazione, 6. l’alta competenza ed esperienza dei revisori nel processo di “peer-review”, 7. l’indipendenza e l’imparzialità editoriale nella valutazione della ricerca consegnata per l’eventuale pubblicazione.

 

2. L’accettazione degli articoli e possibili conflitti d’interessi

 Ius Ecclesiae si impegna per l’indipendenza editoriale nonché nella valutazione imparziale delle proposte di articoli presentati per la pubblicazione. Di conseguenza, la rivista decide sulla pubblicazione delle ricerche in base agli standard di competenza, alta qualità e originalità della ricerca accademica e dell’analisi effettuata dei dati, nonché in base alla pertinenza delle proposte degli articoli alle materie, determinate dallo scopo scientifico della rivista. La rivista favorisce una considerazione propositiva dei testi consegnati per eventuale pubblicazione, i quali soddisfino gli standard di cui sopra, anche se contengono un approccio critico ai lavori precedentemente pubblicati nella rivista.

La rivista non accetta articoli precedentemente pubblicati.

Gli autori hanno la responsabilità - come prerequisito per l'accettazione di un articolo presentato - di citare correttamente ed esaustivamente le fonti (sia opportunamente parafrasate che citate letteralmente) utilizzate nella loro ricerca. Gli autori hanno altresì la responsabilità di farsi carico di ottenere il permesso appropriato, quando necessario, per riprodurre materiale (testo, tabelle o figure) di altre pubblicazioni.  Qualsiasi materiale ricevuto senza le suddette citazioni o permessi sarà considerato come proveniente dagli autori, per quanto il Comitato editoriale oppure gli esperti coinvolti nel processo di “peer-review” potranno stabilire diversamente.

Al fine di mantenere i più alti standard di trasparenza, onestà accademica e valutazione editoriale imparziale, la rivista si aspetta che gli autori dichiarino in anticipo qualsiasi posizione o attività che possa rappresentare un conflitto di interessi (personale, accademico, finanziario o altro) riguardo all'articolo presentato.

I membri del Comitato Editoriale non possono in alcun modo fare uso del materiale, ricevuto dalla rivista ma non ancora pubblicato, senza il permesso dei corrispettivi autori.

Spetta all’Editore, in accordo con il Comitato editoriale, valutare se quando un contributo scientifico consegnato per la pubblicazione, il cui argomento è pertinente allo scopo scientifico della rivista, sarà infine accettato per la pubblicazione nella rivista, dopo aver ottenuto i pareri professionali da due revisori nel processo “double-blind” della “peer-review”. Spetta ugualmente all’Editore decidere in che volume e in quale numero della rivista il contributo approvato sarà pubblicato.

 

3. Autorialità

Solo coloro che hanno effettivamente partecipato alla concezione e allo sviluppo intellettuale del testo possono apparire come autori di un contributo. Inoltre, per apparire come autore, devono essere soddisfatti i seguenti requisiti (alternativi): 1. la persona ha partecipato in modo sostanziale all'ideazione e alla realizzazione del lavoro, che ha portato  all’articolo in questione, 2. la persona ha partecipato in modo significativo alla redazione o alle eventuali revisioni sostanziali del testo. 

Se due o più persone hanno contribuito a sezioni distinte del testo presentato, dovrebbe essere chiaramente indicato nel testo quale persona è l'autore principale (o esclusivo) di una determinata sezione del testo. Quando due o più persone devono essere accreditate come autori di un testo consegnato per l’eventuale pubblicazione, ed è possibile distinguere con certezza i loro corrispettivi contributi nel comune impegno scientifico, questa circostanza dovrebbe essere dichiarata e brevemente spiegata nel testo dell’articolo stesso.

Gli autori si assumono la responsabilità pubblica del contenuto del loro articolo o, nel caso di contributi distinguibili di più autori, del loro rispettivo contributo di ricerca nell'articolo. I giudizi e le opinioni espressi negli articoli pubblicati nella rivista sono quindi quelli degli autori e in nessun caso la rivista, il gruppo editoriale o la Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università della Santa Croce ne saranno responsabili.

La rivista declina ogni responsabilità su eventuali conflitti derivanti dall’autorialità dei contributi pubblicati.

 

4. L’analisi scientifica dei dati e lo stile accademico

Gli autori di articoli presentati per la pubblicazione sono invitati ad analizzare in modo appropriato i dati scientifici e a rivelare in modo trasparente le loro fonti, a spiegare i loro metodi di analisi, a distinguere attentamente tra i loro risultati originali e gli argomenti ricercati in precedenza.

La rivista incoraggia gli autori affinché gli articoli presentati per la pubblicazione siano scritti in un modo appropriato per l'analisi scientifica e il dialogo accademico, e quindi scoraggia fortemente qualsiasi stile che rappresenti un rifiuto di questo standard.

 

5. Antiplagio

Il plagio, che include in particolare l'uso non referenziato di argomentazioni pubblicate e non pubblicate nonchè d’idee altrui in un articolo presentato per la pubblicazione, è contrario ai principi etici fondamentali della rivista in materia di ricerca e pubblicazione e di conseguenza non è tollerato. La rivista si riserva il diritto di controllare tutti gli invii attraverso appropriati strumenti di controllo antiplagio per le varie lingue. La valutazione sulla somiglianza sospetta dipenderà sempre dalla decisione del Comitato editoriale. Il controllo di un possibile plagio sarà effettuato prima dell'inizio del processo di “peer-review”, ma può anche essere svolto durante il processo di “peer-review”. I contributi che contengono sospetti di plagio, in tutto o in parte, saranno respinti.

Se il plagio viene scoperto in un momento successivo alla pubblicazione, saranno applicate le procedure delineate nella sezione "Ritrattazioni e correzioni" di questo codice etico. Incoraggiamo i nostri lettori e revisori a informare la rivista di qualsiasi sospetto di plagio, sia direttamente all’Editore della rivista, sia tramite e-mail a: iusecc@pusc.it.

 

6. Pubblicazione ridondante o autoplagio

La rivista considera la pubblicazione ridondante o "auto-plagio" - vale a dire, il caso in cui un articolo presentato, o una parte significativa di un articolo, sia stato precedentemente già pubblicato dall'autore (o dagli autori), senza però inserire gli appropriati riferimenti incrociati o giustificazioni esplicite, anche in una lingua diversa - come contrario ai principi etici fondamentali della rivista in materia di ricerca e pubblicazione.

Parti di un testo accademico precedentemente pubblicato possono essere pubblicate nella rivista solo quando tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte: 1. l'approvazione esplicita del comitato Editoriale, 2. quando tale pubblicazione è valutata necessaria per il discorso accademico (ad esempio, nel caso di una traduzione da un'altra lingua) 3. con il permesso esplicito della rivista di pubblicazione originale, e 4. con una citazione corrispondente della fonte originale èinclusa, che spieghi tutte le circostanze rilevanti in base alle presenti condizioni.

Allo stesso modo, l'articolo accademico (o parti di esso) presentato per la pubblicazione o già pubblicato in questa rivista non può essere presentato, considerato o accettato per la pubblicazione in un'altra rivista accademica o altro tipo di pubblicazione accademica senza il previo consenso dell'editore di questa rivista, che può concedere tale consenso solo una volta verificate le condizioni di cui sopra e subordinatamente all’assenza di una politica di presentazione esclusiva della rivista accademica o dell’altro tipo di pubblicazione accademica voluti quali successivi luoghi di pubblicazione.

 

7. Peer-review

Gli articoli e le note dottrinali sono sottoposti dal Comitato editoriale al processo di “peer-review” nella modalità “double-blind” per essere valutati da due revisori (“referees”). La rivista garantisce la massima qualità accademica dei revisori nel processo di “peer-review” per un determinato argomento che venga trattato nella presentazione accademica per la pubblicazione. I criteri di valutazione nel processo di peer-review possono essere consultati al seguente link: http://www.iusecclesiae.it/Peer-review.

La rivista garantisce anche la riservatezza degli autori e dei revisori in tutte le fasi della valutazione e dopo l'eventuale pubblicazione di un articolo presentato.

I revisori devono trattare il materiale anonimo ricevuto come documenti riservati.

Entro tre mesi dalla consegna di un testo per l’eventuale pubblicazione, l’autore verrà informato sull’accettazione o meno del suo testo, come anche, sempre in forma anonima, sulle eventuali osservazioni o suggerimenti che i revisori hanno segnalato alla fine del processo di “peer-review”. Nel caso di esito negativo suggerito dai revisori e/o da parte del Comitato editoriale, l’autore riceverà la spiegazione almeno sommaria sui motivi di tale esito. Nel caso delle opinioni diverse sulla prospettiva della pubblicazione tra i due revisori, l’Editore, dopo aver consultato almeno un altro membro del Comitato editoriale, valuterà se e come procedere verso la pubblicazione del contributo.

Nei casi eccezionali, come, ad esempio, nel caso della pubblicazione di una lezione tenuta nell’occasione di qualche atto accademico solenne oppure di un omaggio scritto, l’Editore può assumere la responsabilità della pubblicazione di un tale testo senza che esso sia sottomesso alla precedente valutazione “peer-review” dei revisori. In questo caso, le circostanze particolari del contesto in cui tale contributo è stato scritto saranno menzionate nell’apposita nota sulla prima pagina del contributo pubblicato.

 

8. Ritrattazioni e correzioni

Nel caso di gravi difetti scoperti dopo che un articolo è stato pubblicato, la rivista emetterà una dichiarazione adeguata, a seconda della rilevanza del difetto in questione.

Le correzioni saranno pubblicate sia nel caso di un errore dell’autore (corrigendum) sia di un errore della rivista (erratum). Se un autore rilevasse degli errori significativi in qualche suo contributo, dovrà informare prontamente l'editore o il segretario della rivista fornendo tutte le informazioni necessarie per identificare l’errore e per attuare le rispettive correzioni.

Se la rivista venisse a conoscenza del fatto che un articolo pubblicato contenga un grave difetto, tale da costituire una violazione delle disposizioni di questo Codice - in particolare falsificazione di dati, manipolazione delle citazioni, plagio, "auto-plagio", o casi estremi di mancanza di accuratezza accademica successivamente scoperta -, una ritrattazione o un'espressione di preoccupazione potrà essere pubblicata nei volumi successivi della rivista e contemporaneamente potrà anche essere decisa la rimozione dell’articolo in questione dalla pubblicazione online.

Prima di pubblicare la ritrattazione o una dichiarazione adeguata, tuttavia, gli autori avranno l'opportunità di rispondere circa gli argomenti che hanno portato il Comitato editoriale o i revisori ad individuare una possibile o probabile grave violazione delle disposizioni di questo Codice.