Il diritto divino nel diritto costituzionale della Chiesa

Autori

  • Massimo del Pozzo Professore Ordinario di Diritto costituzionale canonico, Facoltà di Diritto Canonico, Pontificia Università della Santa Croce, Roma, Italia

DOI:

https://doi.org/10.19272/202608601003

Abstract

L’articolo esamina il rapporto tra diritto divino e diritto costituzionale
nell’orizzonte storico-epistemologico, concettuale e operativo (diritto vivente). Nell’evoluzione della prospettiva epistemologica, si esamina la teoria giuspubblicistica e quella ordinamentale, soffermandosi soprattutto sulla proposta scientifico-fenomenologica di Hervada. Prendendo le distanze dalla restrizione di Molano (l’equiparazione tra diritto costituzionale e diritto divino) si illustra come non tutto il diritto costituzionale è diritto divino e non tutto il diritto divino è costituzionale. La configurazione costituzionale del diritto divino mette in guardia da possibili deviazioni estrinseciste e normativiste, ed esplora la specificità e univocità della giuridicità canonica. La centralità dei beni della comunione e dei diritti dei fedeli è il fulcro attraverso cui cogliere il ius divinum. L’esame della ‘costituzione vivente’ della Chiesa cerca di scongiurare il rischio di sminuire il fondamento veritativo dello ius. La conclusione è un invito alla promozione e impulso dell’autenticità costitutiva dello ius divinum.

 

Pubblicato

2026-05-13

Fascicolo

Sezione

Dottrina