Governo e discrezionalità nella collazione di uffici ecclesiastici

Autori

  • F. Puig

DOI:

https://doi.org/10.19272/201808601004

Parole chiave:

buon governo, funzione pubblica, idoneità, provvista, rimozione, responsabilità.

Abstract

La scelta, nomina ed eventuale rimozione dei titolari degli uffici ecclesiastici costituisce una dimensione cruciale del governo nella Chiesa. Essa si gioca sul delicato equilibrio tra i diritti dei fedeli (pastori compresi) e un ragionevole margine di discrezionalità. Lo studio dei limiti entro i quali opera la discrezionalità, fa emergere la valenza dei beni in gioco con i relativi rapporti giuridici. La valutazione della idoneità dei candidati e la configurazione temporale della nomina, definiscono due linee di sviluppo del governo: la prevalenza del bene comune, in forma di bene pubblico, contro ogni forma di arbitrarietà, e l’incentivo ad una azione concordata dei pastori in ordine al servizio dei fedeli. Sottolineare la povertà dell’odierna tutela giurisdizionale di fronte alle decisioni dell’autorità in questo ambito, apre a una riflessione sulla responsabilità di coloro che “devono” ai fedeli un buon governo.

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Pubblicato

2018-06-15

Fascicolo

Sezione

Dottrina

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