Il principio del ‘best interest of the child’ nel diritto della Chiesa: profili di configurabilità ed applicazione
DOI:
https://doi.org/10.19272/202608601009Parole chiave:
best interest of the child, diritto minorile, bonum prolis, antropologia cristianaAbstract
Il presente contributo intende soffermarsi sulla configurabilità del principio del ‘best interest of the child’ all’interno dell’ordinamento della Chiesa. Tale diritto trova la sua fonte nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di New York del 1989 (art. 3); pur segnando un indubbio traguardo nella promozione dei diritti delle persone minori d’età e, dunque, del diritto minorile, esso non è avulso da problematiche interpretative ed applicative. Il diritto canonico con le sue specificità può accogliere siffatto concetto? Proprio l’intima vocazione soprannaturale e la dimensione antropologica cristiana possono offrire una lettura canonica del superiore interesse del minore utile al rafforzamento della cultura minorile all’interno del diritto della Chiesa, anche in prospettiva di dialogo con gli ordinamenti civili.
