Il principio del ‘best interest of the child’ nel diritto della Chiesa: profili di configurabilità ed applicazione

Autori

  • Marco Ciuro Professore a contratto di "Elementi di diritto pubblico e legislazione minorile" presso l'Università degli Studi di Padova, Consigliere onorario minorile presso la Corte di Appello di Venezia

DOI:

https://doi.org/10.19272/202608601009

Parole chiave:

best interest of the child, diritto minorile, bonum prolis, antropologia cristiana

Abstract

Il presente contributo intende soffermarsi sulla configurabilità del principio del ‘best interest of the child’ all’interno dell’ordinamento della Chiesa. Tale diritto trova la sua fonte nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di New York del 1989 (art. 3); pur segnando un indubbio traguardo nella promozione dei diritti delle persone minori d’età e, dunque, del diritto minorile, esso non è avulso da problematiche interpretative ed applicative. Il diritto canonico con le sue specificità può accogliere siffatto concetto? Proprio l’intima vocazione soprannaturale e la dimensione antropologica cristiana possono offrire una lettura canonica del superiore interesse del minore utile al rafforzamento della cultura minorile all’interno del diritto della Chiesa, anche in prospettiva di dialogo con gli ordinamenti civili.

Pubblicato

2026-05-13

Fascicolo

Sezione

Altri studi