Diritto divino e prassi sacramentale canonica nel matrimonio
DOI:
https://doi.org/10.19272/202608601007Parole chiave:
legge divina, prassi sacramentale, non credenti e matrimonio, divorziati e risposati, potere vicario papale, favor fidei, realismo giuridicoAbstract
Il contributo evidenzia potenziali contraddittorietà nella interpretazione
della vincolatività o meno del diritto divino, nelle prassi matrimoniali in tema di ammissione alle nozze dei non credenti, ammissione all’Eucarestia dei divorziati risposati, e scioglimento del matrimonio per potestà vicaria del Romano Pontefice. In tali diverse prassi la precettività del diritto divino è difatti difformemente interpretata, ora in senso stretto, ora come invece derogabile. Nel contributo è proposto un possibile superamento di tali aporie, fondato sul realismo giuridico, nel quale favor fidei e favor iuris coincidano, nell’accertamento della res iusta effettivamente voluta e posta dai coniugi in ogni caso concreto.
Pubblicato
2026-05-13
Fascicolo
Sezione
Dottrina
